PACHINO: natura e sapori dell’estremo sud

Di Manuela Costa

Ciao amicii, oggi vi racconterò di un viaggio fatto tante volte, sia per piacere che per lavoro, in un posto famoso per un suo prodotto, conosciuto in tutto il mondo. Stiamo parlando di Pachino e del suo rinomato pomodoro: il delizioso e dolcissimo ciliegino.

Nonostante si trovi a soli 200 km dalla mia città, Messina, non avevo idea di dove fosse questo paesino fin quando, circa 10 anni fa, mi assegnarono questa sede di lavoro e mi ci dovetti trasferire. E da li iniziarono i miei viaggi verso questa tranquilla cittadina agricola, nell’estremo sud della Sicilia, quasi a toccare l’Africa. Ricordo che la prima volta mi sembrava di essere in un film. Arrivo a destinazione in pullman dopo qualche ora e resto allibita dalla quantità di serre viste lungo il cammino e incantata dal paesaggio rurale.

 

Entriamo nel paese e facciamo capolinea ad un centinaio di metri dalla grande piazza principale, che raggiungo a piedi. Le case sono basse, la maggior parte antiche, e a primo impatto mi sembra di essere in un labirinto composto da vie strette e lunghe, non pianeggianti. Quante volte mi sono persa i primi mesi! Era un martedì di luglio ed il caldo era così torrido da far “fumare” l’asfalto e rendere le immagini in lontananza sfocate. Mi metto all’ombra riparata da un albero e aspetto l’apertura dell’ufficio.

Tutti mi guardavano incuriositi come se fossi arrivata dalla luna. O forse semplicemente si chiedevano cosa facessi tutta vestita con una valigia alle due del pomeriggio invece di stare in costume al mare. Anche questo, con molto stupore, lo scopro qualche giorno dopo e me ne innamoro. In questa zona ci siano delle spiagge favolose, tra le più belle d’Italia. Nel versante settentrionale, andando verso la bellissima città barocca di Noto, il mare è caraibico.

Mentre nel versante opposto, dirigendosi verso Portopalo di Capo Passero, il comune più a sud della Sicilia, le spiagge sono più “selvagge”, la sabbia è più scura e il mare spesso è mosso, a causa delle correnti e del vento.

 

Ad oggi non saprei ancora dirvi quale sia il mio preferito! Li adoro entrambi. Negli ultimi anni il turismo ha avuto un incremento esponenziale. Il borgo marinaro di Marzamemi, a soli 2 km dal centro di Pachino, è ormai una meta estiva presa da assalto da moltissimi visitatori. Nuovi negozietti, bar e ristoranti aprono ogni anno ed ogni volta che ritorno mi sento un po’ spaesata.

Ma basta percorrere il piccolo vialetto dalla tonnara sino all’arco della chiesa antica, di cui resta soltanto la facciata, per ritrovarsi nella caratteristica piazza Regina Margherita e sentire nuovamente l’aria di casa.

Da qui si diramano vie e vicoletti che ti portano al mare o si aprono in piccoli cortili. Questi ultimi, durante il festival del cinema che si svolge a fine luglio, diventano delle sale cinematografiche sotto le stelle, dove vengono proiettati film e cortometraggi. Lo scenario di tutto il borgo durante questo evento è a dir poco straordinario. Ormai sono passati degli anni da quando non vivo più qui e tante cose inevitabilmente sono cambiate. Nelle spiagge quasi deserte adesso ci sono tanti stabilimenti balneari, troppi direi! I vecchietti che affollavano la piazza di Pachino hanno lasciato il posto agli extracomunitari. E anche qui tanti amici hanno messo su famiglia e i rapporti sono andati via via affievolendosi. Ma i ricordi, quelli belli, restano uguali e indelebili.

L’umiltà e la gentilezza dei miei clienti: ogni giorno qualcuno mi offriva il caffè o mi portava i frutti dalla propria della terra. Il contatto con la campagna e le soddisfazioni che ti da nel veder crescere le piante che ti premiano con i loro frutti. Le partite di pallone con i miei amici e le interminabili giornate al mare, tra una partita di beach volley e l’altra. E la sera tutti al borgo: ci si vedeva li senza appuntamento, per chiacchierare o bere qualcosa. Se non avete mai visto questa parte della Sicilia dovete assolutamente venire a visitarla. Ci sono delle riserve naturali incantevoli e c’è tanta storia.

 

Ho portato molti dei miei compaesani e ne sono rimasti tutti colpiti. E che dire del cibo?Una volta assaggiati i pomodori di questa posto tutti gli altri vi sembreranno senza sapore. E non dimenticate di degustare un vino locale perché qui ci sono ottime cantine. Se ne siete amanti non potete mancare all’appuntamento “calici sotto le stelle” che ha luogo nella tonnara il 10 agosto, la notte di San Lorenzo. Anche questo è un evento da non perdere. Se poi riusciste a liberarvi a maggio non perdetevi la ormai notissima “inverdurata” per ammirare i particolari mosaici vegetali realizzati con i prodotti locali: l’arte si fonde con la produzione agroalimentare.

 

Insomma, qui ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età quindi che aspettate a passare le vacanze in questo angolo di paradiso?

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