Futuro verde,bianco e rosso

Di Sarah Volpini

Epidemia, pandemia, virus, contagio, zona rossa, amuchina, mascherine…Sono tra le tante parole che in questi giorni bombardano le teste di noi reclusi in casa.

Sono settimane confuse, giorni in cui abbiamo iniziato a guardare il mondo da dentro. Di solito ci hanno sempre detto di osservare la realtà dall’esterno, ricordate? A qualcuno sarà capitato:” vuoi essere obiettivo? Guardala dall’esterno….” Invece adesso siamo tutti in isolamento, tutti a casa a guardare il mondo da dentro, ad osservare da una finestra la giornata che passa perchè oggi il mondo si è fermato, oggi un virus ha detto STOP…

Mentre scrivo sento le voci felici e serene delle mie bimbe. Hanno scoperto la chat, hanno sperimentato l’ebrezza di parlare con le amichette attraverso un tablet, fanno i compiti, giocano e possono andare a letto più tardi. Vedono il papà a casa e me andare meno di corsa. Da qualche tempo non devo più incitarle a fare in fretta, a sbrigarsi perchè è ora della palestra, della lezione pomeridiana di inglese, musica, il coro, la scuola, il laboratorio, il catechismo, la Messa…

Tutto si è fermato…Il tempo è scandito, passa lentamente, ho l’impressione che la giornata sia piena e ragionata, dentro me stessa non avverto lo stress e per la prima volta non ho fretta.Per la prima volta vedo un governo unito, niente polemiche in televisione, ma suggerimenti, collaborazione da parte di tutti. Fino a qualche settimana fa la preoccupazione erano gli immigrati, l’inquinamento, il surriscaldamento globale, il terrorismo islamico.. Oggi tutto tace. Oggi tutto il mondo si è fermato. Puoi aprire le finestre perchè non entrerà lo smog. Oggi non è l’elettrico o il diesel il punto, oggi non è Alkaida o la Siria e non sarà un barcone che attracca il problema. Oggi è il contagio il problema. Un contagio che riguarda tutti. I virus non conoscono confini, non fanno distinzione di sesso o di razza, nè tantomeno di stato sociale. Per la prima volta siamo nella stessa barca, tutti , nessuno escluso. Non era mai capitato. Si, è proprio la prima volta! Adesso siamo tutti uguali: politici, sovrani, ricchi, poveri, sportivi, personaggi televisivi…

Ripeto: nessuno escluso…E in tutto questo, con la borsa che crolla, l’economia che va a farfalle si assiste ad una corsa alla solidarietà. Le persone ripetono: “Andrà tutto bene”, ce la faremo… E quello che era un paese, secondo molti, inconcludente diventa baluardo di coraggio ed esempio per tutti. Per la prima volta abbiamo avuto il coraggio di prendere provvedimenti drastici nell’interesse della salute dei cittadini. Abbiamo deciso di autoisolarci per il bene nostro e degli altri. Adesso, in una situazione economica disastrosa, abbiamo l’opportunità di tornare a credere nel nostro valore rimettendo questo paese in piedi e rendendolo più bello di prima. Potrebbe sembrare una follia ma non lo è, perchè se la guardate da dentro noterete che l’Italia è: quella dei medici e degli infermieri che lavorano nostop, è il paese della sarta di Gallipoli, Irene Coppola, che ha deciso di preparare, in una sola notte, 1000 mascherine di protezione da regalare a chi ne ha bisogno. E’ il paese delle persone che al balcone suonano e applaudono per ringraziare chi, in questi giorni, sta lavorando senza sosta per curare e aiutare tutti noi. E’ il paese della gelateria di un paesino del sud Italia che, dovendo chiudere, ha deciso di regalare ai propri abitanti il gelato e le torte che, in caso contrario, avrebbe dovuto buttare. E’ il paese dei sindaci come quello di Pisa che manda messaggi whatsapp per raccomandare ad ogni pisano di stare a casa per la sicurezza propria e degli altri. E’ il paese degli insegnanti che fanno lezione online agli studenti. E’ un paese che continua ad esserci.
Siamo un grande paese, che non si arrende nonostante l’Europa e che purtroppo viene fuori solo in situazioni drammatiche come questa. Ma dobbiamo avere il coraggio di cambiare, dovremmo esporre più spesso il tricolore, dovremmo essere orgogliosi di essere italiani. Perchè noi possiamo essere più degli altri.E allora voglio vedere il bicchiere mezzo pieno: forse senza questo coronavirus il nostro lato più bello non sarebbe emerso…. Chissà… Mi piace pensarla così… Mi piace immaginare un futuro verde, bianco e rosso….

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