CUBA: Cienfuegos y Trinidad

Ciao amiciii, siete pronti per continuare la scoperta dell’isola? Io e la Miky non vediamo l’ora. Lasciato Varadero, siamo ora dirette a Cienfuegos

Prendiamo un taxi insieme ad un gruppo di francesi che devono arrivare a Playa Giron, quindi allunghiamo leggermente il percorso e vediamo anche questa spiaggia, che direi non è tra le migliori. Ma ci sgranchiamo le gambe vicino una riserva dove c’è un laghetto e tanto verde. Vale la pena fare una foto ricordo.

Durante tutto il percorso quello che ci colpisce sono i tantissimi cartelloni a bordo strada, con frasi comuniste; questa ancora forte presenza del vecchio regime ci accompagnerà durante tutto il nostro viaggio.

Il tassista, tanto simpatico quanto maniaco, ci porta direttamente alla casa particular di una sua amica. È una casa accogliente in pieno centro; i proprietari ci ricevono calorosamente e dopo un caffè offertoci gentilmente dalla signora, faccio due passi di salsa con il marito. Direi che non potevamo trovare sistemazione migliore per questa notte. Depositiamo le nostre cose e usciamo subito per conoscere questa graziosa cittadina. Lo facciamo a bordo di un calesse.

Questo ragazzo cubano dalla pelle mulatta e gli occhi verdi, oltre ad essere molto bello, è molto colto e disponibile. Ci racconta la sua vita da laureato in un paese dove per guadagnarsi da vivere si è dovuto inventare questo lavoretto per i turisti. Anche lui, come la maggior parte delle persone che abbiamo conosciuto, sogna di emigrare! Noi invece siamo emigrate temporaneamente qui e non ci pensiamo proprio a lasciare Cuba: mancano ancora 13 giorni e un sacco di cose da vedere! Tra le tante, il Palacio de Valle merita decisamente una visita; palazzo in stile moresco con stucchi, ceramiche, archi, torri e torrette e una grande terrazza che si affaccia su Punta Gorda.

Il cielo non è limpidissimo e non fa molto caldo quindi finito il giro con il nostro simpatico nuovo amico proseguiamo a piedi per la città fino a raggiungere la via principale, abbastanza turistica ma non troppo, e scegliamo già il ristorante dove cenare. Dal balconcino si vede tutto il corso illuminato, il locale è caratteristico, il cibo delizioso e la musica ovviamente non manca: che serata ragazzi!

Si riparte già la mattina dopo e mentre contratto una macchina per raggiungere la nostra prossima destinazione conosco una coppia di palermitani che vanno nello posto. È fatta: siamo in quattro! E lo resteremo per tre giorni pieni di avventure. Stiamo arrivando Trinidad .

Questo cittadina resta uno dei miei posti preferiti: le casette sono basse e colorate e le strade in pietra. Le macchine lussuose per i turisti lasciano il posto a poche e vecchie auto e biciclette, gli autobus sono pezzi da museo, asini e cavalli circolano tra le viuzze, la gente umile e sorridente sta affacciata alla porta e la natura che sta attorno è fantastica. C’è una grande piazza, punto di ritrovo per nativi e turisti, musei e monumenti, e tanti ristoranti e locali, molto caratteristici. Non poteva mancare la famosissima “Bodeguita del Medio”.

Ma prima di andare in giro dobbiamo pensare a dove dormire. I ragazzi, a cui è già nota la mia capacita nel negoziare, mi lasciano carta bianca. Mi metto subito all’opera e sull’uscio di una casa incontro la simpaticissima signora Milly che mi dice di avere solo una stanza. Chiede alla vicina Angela, una tenerissima ottantenne, se ha qualcosa per noi e, concordato il tutto, non resta che sistemarci.

Avete presente la casa dei vostri nonni, con mobilia antica, centrini ricamati ovunque, cuscini in stampe vintage, fiori finti, foto dei parenti e bomboniere dappertutto e, quell’inconfondibile “odore di passato”?Si: anche qui a Cuba è cosi ma con la differenza che la casa è aperta al prossimo. Non è solo una questione economica; le persone, anche quelle molto anziane, ti accolgono come se fossi uno di famiglia e ti fanno sentire a casa. Trovo che ciò sia incredibile!

Il sole è tornato a picchiare forte quindi, per il secondo giorno, programmiamo una bella escursione in mezzo ai boschi. Miky e Gianluca montano in sella mentre io e Laura ci avventuriamo su un piccolo carretto, che tra grosse pietre e piccoli ruscelli da attraversare, ci fa divertire un sacco, nonostante qualche dolorino.

A fine percorso non so chi dei quattro abbia avuto il sedere più indolenzito! Ma è bastato metterlo a mollo per sentirsi meglio. L’ultima mezzora passata in questa oasi, tra piccole cascate e una limpidissima piscina naturale, è stata rigenerante. E per completare la piacevole mattinata quale cosa migliore che rinfrescarsi con un bel succo di canna da zucchero?Per gli amanti del sigaro, è stato offerto anche quello. Noi ci siamo limitate a farci la foto!

Facciamo amicizia con altri due italiani durante l’escursione; hanno affittato la macchina e vorrebbero andare a vedere Playa Ancon. E adesso come si fa, che siamo in sei?Ci stringiamo ovviamente! Arriviamo nel tardo pomeriggio quindi non riusciamo a goderci il mare cristallino di cui avevamo visto le immagini. Ma è comunque una bella spiaggia, molto rilassante, poco affollata e decisamente adatta a noi!

Siamo soddisfatte della nostra giornata ma non è ancora finita. Si torna a casa e ci si prepara per andare a ballare alla cueva, una discoteca all’interno di una cava. La location è a dir poco pazzesca e anche la musica non è male.

Prima pero’ facciamo un giro vicino la scalinata, dove cerchiamo di organizzare il viaggio per il giorno dopo, destinazione Santiago. Prendiamo accordi con un signore che si offre di portarci fin li con una vecchia berlina, con partenza alle cinque e mezza. Decidiamo follemente di fare una tirata. L’idea è: ballare fino a all’alba, tornare a casa giusto in tempo per cambiarci, partire e dormire in macchina durante il lungo tragitto. Secondo voi ci siamo riusciti?Ve lo svelo nel prossimo articolo…

Intanto Adios Trinidad: mi resterai nel cuore!

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