SAN SABA: Un viaggio lungo una vita

Ciao amiciii, in questo articolo vi parlerò di un luogo molto diverso da quelli che vi ho raccontato nelle mie precedenti avventure. È più un viaggio nei ricordi che dura praticamente da quando sono nata sino ad oggi, quindi un viaggio lungo una vita! Ogni volta che devo raggiungere questa meta, a cui sono fortemente legata, non devo prendere nessun volo, ne autobus o treni ma mi basta salire sulla sella del mio scooter e percorrere circa 20 km dalla città, Messina. Sto parlando di San Saba, per i paesani “Santu Sabba”, un piccolo borgo marinaro che si estende per poco più di 2.5 km lungo la riviera tirrenica.

È un posto speciale per me anche se in realtà il paesino non ha molto da offrire. Moltissimi anni fa, durante i favolosi tempi della mia adolescenza, San Saba era famosa per il suo muretto, un muretto basso a bordo strada. Un’infinità di giovani, che venivano dalla città e dai paesi vicini, si riunivano proprio qui per chiacchierare o sfrecciare avanti e indietro per il paese con il motorino, me compresa ovviamente! Fu la moda per tante estati. Di fronte c’era lo storico bar Tropical, famoso per la sua buonissima focaccia e il gelato gusto gianduia. Salvatore, il proprietario, era una persona solare e gentilissima; ogni fine estate, a chiusura stagione, ci omaggiava di tutti i prodotti che non aveva consumato e ricordo che a me ne dava sempre un sacco! Era un giorno di allegria ma al tempo stesso sanciva la fine dei divertimenti estivi e il ritorno ai doveri invernali. Ma come sempre accade, le cose belle non durano in eterno: il muretto è stato distrutto lasciando il posto ad una specie di piazza e il nostro affezionato bar ha cambiato gestione lasciandoci senza un punto di incontro. E lentamente nel tempo le grosse comitive hanno iniziato a rimpicciolirsi, tanti si sono trasferiti, altri hanno preferito passare le vacanze altrove e la maggior parte si sono sposati seguendo inevitabilmente strade diverse. Anche io sono stata assente per un po’ ma questo posto non si è allontanato mai dal mio cuore. Qui ho la casa, in una contrada in collina a un km dal mare. Amo questo posto, immerso nella natura e lontano dal caos.

Si vede il mare, e le isole Eolie.

A volte sembra di toccarle. Per tutti gli anni dell’infanzia è stata la dimora delle mie vacanze estive, insieme alla mia famiglia.

In gioventù ci restavo da sola anche a settembre mentre ultimamente le cose sono un po’ cambiate.

Ci vado con mio padre a fare il vino; nella cantina dove mio nonno ha creato un tritura uva e dove una botte antica conserva per tutto l’anno i circa 120 litri che produciamo.

E quando riesco vado a trascorrerci delle giornate. Adesso ci passerò l’estate ma in futuro prevedo di viverci almeno sei mesi l’anno. Il paese si popola solo nei mesi caldi; il resto dell’anno è quasi deserto ma sapete che non amo i luoghi affollati. D’estate i miei vecchi amici, quelli più stretti, ci sono ancora, con le loro nuove famiglie, e tanti altri li ho ritrovati grazie ai social. Quasi tutti, anche se solo per una o due settimane, ritornano al paesello: è come una calamita che ti tiene legato! Ma parliamo della cosa più bella che contraddistingue questo paese: il mare limpido e trasparente! Io non so quale sia la motivazione ma sembra essere diverso dalle zone limitrofe ed è per questo che ancora molti messinesi vengono qui solo per farsi il bagno.

Come vi ho accennato all’inizio non c’è granché da fare, anzi. Ad agosto è quasi impossibile transitare dato che c’è solo una via a senso unico che costeggia il mare e su cui è possibile parcheggiare (non c’è una soluzione alternativa!). Alla fine del paese c’è un piccolo villaggio turistico che negli ultimi anni si è ingrandito parecchio. Anche qui è stato distrutto un pezzo dei nostri ricordi: il campo di calcetto dove ogni estate facevamo il campionato è ora un’aria di relax con dei tavolini e un maxi schermo. Ma nel complesso il villaggio è un posto molto piacevole, con delle decorazioni esterne molto originali, ci sono un ottimo ristorante e un bar fornito e l’unica area attrezzata con sdraio ed ombrelloni si trova qui.

Quindi se doveste capitare per caso a San Saba e siete sforniti di tutto vi conviene andare li. Se invece vi piacciono i posti più selvaggi non dovrete fare altro che proseguire fino alla fine della spiaggia per arrivare alle famose “montagne di sabbia”. L’importante è che non vi scandalizziate alla vista di qualche nudista che spesso sceglie questo angolo di paradiso per prendere il sole integrale. Da piccoli ci si andava per rotolarsi e poi tutti insabbiati ci si buttava in acqua: era veramente divertente! Ora ci andiamo ogni tanto per isolarci dalla folla, muniti di panini e ombrelloni; le partite di pallone sono state sostituite con quelle di burraco, le “focacciate” non sono più al Tropical ma vengono di rado organizzate in casa, la spensieratezza della gioventù ha lasciato il posto ai problemi quotidiani e gli impegni lavorativi rendono difficile poter rivederci tutti insieme. Magari un giorno tutto potrà tornare come ai vecchi tempi, o almeno assomigliargli. Comunque vada, per me questo resta sempre un posto magico che continua a farmi sognare.

Ma sapete cosa penso?

Se ci credi veramente i sogni si avverano: volere è potere!

4 Comments

  1. ciao sono un Po più grAnde di te ma mi sono ritrovata nella descrizione che hai fatto del paese anche se io vivo fuori vicino le montagne di sabbia e da quando avevo 8 anni non saprei passare altrove la mia estate. anche la mia famiglia si é nel tempo rimodulata ma mia figlia ed i suoi figli amano come me questi posti incantevoli solitari senza grosse attrattive ma veri come la natura. grazie per come hai saputo racco ntare quello che sento dentro da sempre
    Maria Rabe

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  2. Anche io sono legata a questo luogo perché ci ho passato tutte le sante estati ,mia nonna ha una casa là. I miei ricordi: mare, spensieratezza dell’età , libertà di movimento , comitive ed amici che rivedevo tutte le estati , prime cotte…. Santo Saba è cambiato: costruzioni si costruzioni, cose abusive, gente che affitta anche i garage come case , maleducazione ovunque.gente che pianta l’ombrellone e lo lascia vista Natural durante in quel posto come se fosse suo. Bambini ululanti a tutte le ore…

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  3. Gli anni ’90 sono stati per noi ragazzi del muretto di San Saba, anni meravigliosi. Un tutto al cuore leggere il tuo racconto ed una “vasca” sul lungomare a bordo della mia Vespa rosa…

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