Passeggiando sul reef corallino alle porte di Palermo

di Tamara Barbarossa

Sono fermamente convinta che per poter apprezzare appieno una città sia assolutamente necessario comprendere come riuscire a svelare la sua magia senza essere costretti a stilare un limitante elenco sui singoli elementi che la caratterizzano, e penso sia essenziale viverla intimamente, in ogni sua sfaccettatura, che questa sia positiva o negativa.

Lo scorso fine settimana mi sono ritrovata a passeggiare lungo il banchinato del porticciolo di Barcarello, località marina alle porte di Palermo: il lido si estende dalla piccola borgata marinara di Sferracavallo sino alla punta della stessa Barcarello, nelle vicinanze dell’incantevole riserva naturale di Capo Gallo.

Adoro il lungo mare di prima mattina, soprattutto se si tratta di mattine fresche come quelle di fine febbraio, ma appena scesa dall’auto, notando degli elementi di disturbo, ho preso a discutere con chi mi accompagnava sul valore della località. La lunga passerella in legno che ci conduceva era piuttosto sconnessa, attendeva lavori di manutenzione da qualche tempo, in alcuni tratti era persino chiusa per cedimento, creando del disagio alle persone che l’utilizzavano per il loro jogging quotidiano.

Ma devo essere sincera, non c’è voluto tanto a farmi distogliere lo sguardo dalla banchina trasandata, mi sono lasciata ammaliare dal paesaggio o meglio, da un’affascinante isola delle femmine, che all’orizzonte cercava di emergere dalla nebbiolina che fitta si innalzava dal mare. La scogliera, che ci camminava accanto, era allegramente popolata da magnifici ed eleganti aironi dal becco lungo, mentre chiassosi gabbiani affamati conducevan0o la loro tipica danza di caccia sul pelo dell’acqua.

Piccoli gruppi di pescatori, probabilmente appena rientrati da una battuta notturna, chiacchieravano scherzosamente sul parapetto, mentre chioschi di panelle si davano un gran da fare sul ciglio della strada.

Ecco questo è quello di cui vi parlavo: Palermo, nel bene e nel male.

Ma torniamo a Barcarello, la località è il tipico esempio di reef corallino, si è costituito nel tempo grazie all’accumulo di organismi che hanno dato vita a questo lungo ammasso roccioso ricco di fauna. Il fondale marino, che ho potuto chiaramente ammirare, si presentava con profonde acque limpide e trasparenti, dalle quali costantemente spuntavano rocce di ogni forma e dimensione. Leggendo qualche articolo sono venuta a conoscenza del fatto che, il fondale in questione, fa parte della riserva protetta ed è ricco di ogni varietà di pesce, quindi ho compreso perché lungo la via mi è capitato di incontrare diversi attrezzatissimi sub.

Senza nemmeno renderci conto siamo giunti al termine del banchinato che, come già detto, si conclude sulla punta di Barcarello, dove un piccolo e delizioso parco ti invita ad entrare. Si tratta di un lembo di terra in cui è stata allestita una minuscola città di pietra, dal sapore arabeggiante, in onore dei pescatori caduti in mare, con annesso altare dedicato a Padre Pio, che ospita in segreto le preghiere degli abitanti del luogo.

Lungo l’estremità della punta è presente un piccolo ma fascinoso auditorium all’aperto e proprio qui volgendo lo sguardo a nord del golfo si apre il suggestivo paesaggio della riserva naturale di Capo Gallo, dove mare e montagna si contendono l’attenzione del visitatore.

La costa alterna a tratti sabbia zone completamente rocciose e tra le sue insenature nasconde luoghi di inusuale bellezza, tra cui una serie di grotte, in particolar modo apprezzabile quella chiamata dell’olio, alle quali si può accedere esclusivamente via mare.

Non ho ancora avuto modo di visitarlo, ma alcuni villeggianti mi hanno parlato della strada che da Barcarello si articola verso il versante orientale rispetto a Monte Gallo dove, al termine di questa, si incontra il misterioso e solitario faro che sono sicura sarà una delle mie prossime mete.

La salutare passeggiata che vi ho appena descritto, oltre a lasciarvi dei ricordi meravigliosi sul paesaggio incantevole, sono sicura stimolerà in voi un certo appetito, allora non vi rimane altro che rientrare verso la borgata di Sferracavallo, rinomata per i suoi tanti locali, nei quali si può gustare dell’ottimo pesce fresco. Se a preoccuparvi è il lato dispendioso, voglio rassicurarvi, in quanto molti esercenti praticano la politica del prezzo fisso a venti euro, garantendo comunque diverse portate di qualità con le specialità del luogo.

Spero che la mia esperienza abbia solleticato in voi l’idea di approdare lungo le coste Siciliane questa estate o perlomeno vi abbia aiutato ad evadere dalla solita routine quotidiana.

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