La Piccola Parigi

La nostra amica Carmen Silvestri è una lettrice appassionata. Per lei la copertina di un libro è il Portale su nuovi mondi e fantastiche avventure. Oggi vuole condividere con Marilà e le sue amiche una delle sue ultime letture:

La Piccola Parigi di Alessandro Tonoli

Il romanzo è scritto da Alessandro Tonoli . Studente universitario presso la facoltà di Comunicazione, New Media e Pubblicità dell’Università Uninettuno, lavora in un primario istituto di credito. Scrive articoli per diversi siti di videogiochi e ha un blog personale per il sito di tecnologia Tom’s Hardware dove si occupa di Cinema, Videogiochi e Media. Ha una passione per la recitazione, e ha frequentato l’accademia teatrale dell’associazione culturale “Teatrando” “La piccola Parigi” è il suo primo racconto pubblicato da GWMAX EDITORI.

Trama

«Era un giorno di sole come tanti altri» in una piccola città chiamata Cabiate. La piccola Chiara, all’uscita della scuola, si reca come sempre dal nonno. Da qualche giorno era rimasto solo perché la nonna era andata in un posto migliore. Quel giorno, il nonno racconta alla sua nipotina una strana storia accaduta a Cabiate. Sono ormai trascorsi tanti anni e nessuno sembra quasi ricordare ma, per un breve periodo, ci fu qualcosa di magico proprio lì. Un giorno, quando era solo un ragazzo, il nonno incontrò nel bosco una bambina. Una misteriosa bambina dai capelli biondi e un bellissimo vestito da sera rosso con un nastro lungo che le faceva da coda. Poi, tutti cominciarono a vederla spesso in paese. Nessuno sapeva il suo nome o chi fossero i suoi genitori. Mistero. Aveva «due occhi grandi, azzurri vitrei, dietro i quali tutti quelli che ci parlavano erano soliti dire che nascondesse molte cose. Non cose brutte sia chiaro. Erano solamente pieni di… come dire… pieni di meraviglia, ecco!» Era una bambina speciale, inafferrabile, «con le sue parole riusciva ad ammaliare le persone. A convincerle, a persuaderle. Trasmetteva un qualcosa che non si sapeva proprio che cosa fosse. Era un repellente per la logica. Tu le parlavi e misteriosamente, dicevano, non pensavi. Ti sentivi bene e non pensavi». Passeggiava sempre da sola, parlava da sola, parlava con le piante. Nessuno la vedeva due volte nello stesso posto. Finché un giorno, all’improvviso, così come era arrivata, sparì. E in quel momento, tutti gli abitanti di Cabiate si resero davvero conto di quanto fosse stata presente prima. Ora la sua mancanza si poteva quasi toccare. Poi, un giorno, tornò. Pare fosse stata in vacanza a Parigi, con i genitori. «Ma era diversa. Riapparve sì, ma con qualcosa di diverso». Si era innamorata di questa città e aveva portato con sé un seme: una piccola Tour Eiffel e, quando crescerà, diceva «sarà come essere a Parigi». A Parigi è sempre primavera

“La piccola Parigi”, una storia che ha il profumo di una favola incantata. Di quelle che inizi a leggere e non smetti finché non arrivi alla fine. Uno stile narrativo impeccabile che ti coinvolge e anche tu ti senti parte di quella storia. Di quella «leggenda metropolitana». Delicata, commovente. Dove tutto è reale. Basta crederci. Basta guardare le cose con gli occhi di una bambina. Con gli occhi “pieni di meraviglia”. E chi la conosce ne resta affascinato. Se si possiede un cuore “semplice” e “romantico”. In fondo, tutti noi dovremmo credere nell’impossibile e avere il nostro sogno. Per quanto strampalato, impossibile e fuori da ogni logica esso sia. Da innaffiare anche con le lacrime, se necessario. Perché sia parte di noi. Fino alla fine. Solo così possiamo essere ricordati. Perché noi siamo il nostro sogno. La nostra “Piccola Parigi”.

«Una città, un racconto misterioso e una bambina di cui nessuno ha mai saputo il nome. Ecco cosa si cela dietro Cabiate e il suo essere chiamata dai suoi abitanti “La piccola Parigi”, per un motivo che però nessuno sembra ricordare. Forse solo il nonno di Chiara ha, nascosta nel suo passato, la chiave per svelare la natura di questo incantesimo che ora, forse, sta per essere finalmente rivelato.»

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